Intervista all'Orsacchiotto Glam

scritto da Andrea Castellini
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 12 ore fa • Revisionato 12 ore fa
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Le interviste di Livio Saffi
- Nota dell'autore Andrea Castellini

Testo: Intervista all'Orsacchiotto Glam
di Andrea Castellini

«Ben trovati amici di Plissé dal vostro Livio Saffi. Con noi oggi c’è l’Orsacchiotto Glam, il più venduto nella sua categoria, buongiorno Orsacchiotto Glam.»

«Buongiorno.»

«Vogliamo spiegare un po’ come è nata questa idea?»

«Mancava da sempre sul mercato un orsacchiotto asociale che, quatto quatto, durante il sonno del bambino si liberasse da quell’abbraccio soffocante e così sono nato io.»

«Le confesso che a prima vista mi sembrava un’idea idiota ma leggendo le specifiche del prodotto ne ho capito un po’ di più; ma ce lo spieghi lei.»

«Ci sono genitori disperati perché il loro bimbo pretende l’orsacchiotto fino all’età adulta e la separazione può davvero trasformarsi in un trauma se viene imposta. L’Orsacchiotto Glam se ne sta buono buono fino alle fasi del sonno profondo, poi si divincola pian piano e infine si butta dalla finestra.»

«E quando il bambino al mattino si sveglia?»

«Solitamente piange in modo inconsolabile, poi cerca e trova il suo orsacchiotto mezzo rotto, calpestato e pisciato dai cani, malridotto e sfigurato… E si fa una domanda.»

«Che domanda si fa?»

«Si chiede un po’ desolato perché l’orsacchiotto abbia fatto quel gesto, ovvio.»

«E cosa si risponde?»

«Dipende dal piccolo: c’è quello che pensa che l’orsacchiotto non lo ritenga più bambino e se ne fa una ragione smettendo di pretenderlo; altri bimbi già inclini alla paranoia vedono nei genitori gli artefici di una macchinazione ordita contro di loro finalizzata al distacco affettivo dall’orsacchiotto.»

«In questo secondo caso cosa si può fare?»

«Una telecamera a infrarossi con la registrazione notturna svelerà al bimbo che l’orsacchiotto si è buttato di propria iniziativa: a quel punto il piccolino è costretto ad accettare la realtà.»

«Ma se poi il bambino pretende un orsacchiotto di un’altra marca?»

«Assieme a me vengono prodotti altri otto tipi di orsacchiotto con fattezze e nomi diversi: il bimbo non si accorge mai del trucco e alla fine accetta l’ineluttabile.»

«Per questi bambini testardi quanti orsacchiotti occorrono per completare la terapia?»

«Statisticamente dopo il terzo o quarto Orsacchiotto Glam l’infante cede.»

«Mi azzardi lei il prezzo medio per un ciclo di cura.»

«Il prezzo consigliato al pubblico è di 99 euro per orsacchiotto: la spesa solitamente non supera i 500 euro.»

«Ma i genitori non possono salvare l’orsacchiotto dal guasto fermandolo prima che impatti rovinosamente così da riutilizzarlo?»

«Il produttore ha previsto questo tipo di frode e quando l’orsacchiotto si divincola dalla stretta del bimbo viene disattivata proprio quella specifica funzionalità. Bloccarlo prima che si getti non servirà a nulla: se lo si vuole conservare non sarà più un vero Orsacchiotto Glam ma si comporterà alla stregua di un comune peluche. Come soprammobile sarà certamente carino ma non assolverà più il compito per cui è stato progettato.»

«La lamentela principale dei clienti è il costo: lei sa meglio di me che alla concorrenza mancherà poco per sfornare orsacchiotti analoghi ma più economici.»

«Attualmente siamo leader del settore e l’economia di scala ci permette di proporre l’Orsacchiotto Glam a un prezzo che riteniamo già aggressivo, ogni giorno produciamo quasi mezzo milione di esemplari e puntiamo alla commercializzazione di altri nove tipi di orsacchiotti entro l’anno. Con il raddoppio della produzione il prezzo si assesterà a 89 euro in concomitanza dell’introduzione del 3x2 che però – a causa del già favoloso sconto – manterrà il prezzo unitario odierno per un totale di 198 euro: ovviamente la lussuosa confezione conterrà tre tipi tra loro molto diversi di Orsacchiotto Glam.»

«Ma perché dice “noi”? Come fa un Orsacchiotto Glam come lei a sapere tutti questi particolari? Mi scusi ma più che un orsacchiotto mi sembra un direttore commerciale.»

«L’ho stupita perché sono Glam, un Orsacchiotto Glam.»

«Quindi?»

«Stiamo facendoci strada con questo prodotto che avrà il merito di farci conoscere e di cui già oggi andiamo fieri sia per quanto concerne l’accoglienza favorevole del mercato che per il fatturato ma la filosofia dell’azienda ha molte sfaccettature che verranno svelate di volta in volta in concomitanza del lancio di ogni nuovo prodotto. La mission è aggirare ogni steccato legislativo che rallenti le performance dell’essere umano sotto il profilo produttivo per giungere nel medio lungo periodo all’azzeramento di ogni ostacolo che oggi calpesta immotivatamente la redditività aziendale.»

«Ma che cosa sta dicendo? Capisco che un colosso come il vostro punti a crescere con qualsiasi mezzo ma mi sfugge il motivo per cui lei spiattella un progetto quantomeno discutibile con quest’arroganza comunicativa e una nonchalance che sfida pure l’ingenuità, mi scusi.»

«Discutibile per chi? Noi operiamo alla luce del sole e non temiamo critiche perché ogni dettaglio, ogni millimetrico passo verso lo sviluppo di un nostro prodotto è vagliato dalle migliori menti nei campi della psicologia, economia, ingegneria, strategia, fisica, lobotomia, poesia, astronomia, massoneria, follia, biologia, tecnologia, demografia, sociopatia, energia, sinergia, scaramanzia, diavoleria, packaging e compagnia…»

«Ma lei è un orsacchiotto o una dichiarazione di intenti?»

«Signor Saffi, riteniamo doveroso che il cliente che ci sostiene comprando un nostro prodotto venga messo al corrente che più del 2% della spesa sostenuta sarà utilizzata allo scopo di indebolire ogni slancio, spinta, organizzazione o pressione arbitraria che privilegi l’etica a scapito del libero mercato.»

«Non avete proprio peli sulla lingua.»

«Li abbiamo utilizzati per infoltire la pelliccia dell’Orsacchiotto Glam.»

«Non so se lei ha già letto altre interviste che ho fatto. Di solito riesco a condurle con un tono più spensierato, cerco di essere gentile ma pungente sapendo che chi mi leggerà si aspetta da me un certo stile guascone e insolente… Ma io con lei sono in difficoltà: sarà anche mia la colpa ma abbiamo portato quest’intervista su binari sconvenienti, le chiedo se sia sicuro di voler continuare con questo tono.»

«L’Orsacchiotto Glam ha un bottone sulla schiena. In questo momento è settato per fornire informazioni.»

«E se lo schiaccio?»

«L’Orsacchiotto Glam racconterà storielle stupide e infantili utilizzando il tono di voce deficiente che le persone utilizzano quando parlano ai bambini, soprattutto le donne.»

«Ah, però me lo poteva dire prima.»

«Non è venuto il discorso…»

«Adesso lo spingo.»

«Aspetti che le dia qualche breve istruzione per l’utilizzo del dispositivo: l’Orsacchiotto Glam conosce più di 200.000 tra racconti, romanzi e poesie scelte per l’intrattenimento e nessun contenuto promuove ideali di giustizia o uguaglianza. Per tornare alla modalità di dialogo relativa all’attuale impostazione sarà sufficiente premere di nuovo lo stesso bottone. Buon divertimento con l’Orsacchiotto Glam.»

«Mi scusi, avrei un’ultima domanda. E se io cospargessi l’Orsacchiotto Glam di benzina e gli dessi fuoco?»

«L’Orsacchiotto Glam non sarebbe più in grado di svolgere il servizio a causa di un evento che per la nostra policy rientra pienamente tra le fattispecie di manomissione.»

«Mah, proviamo un racconto.»

Click.

Ta, tu- te-dan…
Ciao, benvenuto nel fantastico e misterioso mondo dell’Orsacchiotto Glam!
Ti propongo la storia “La magica fabbrica dell’Orsacchiotto Glam”.

Sembrava un giorno qualunque nella magica fabbrica in cui si producevano gli orsacchiotti Glam. Gli operai erano molto contenti di lavorare dodici ore al giorno per uno stipendio modesto ma che assicurava loro un ruolo importante nella società. I più giovani erano felici perché sapevano di poter essere utili alla comunità per tantissimo tempo e i più anziani ormai prossimi all'inevitabile falce si consolavano contando quanti orsacchiotti Glam avevano già visto la luce grazie al loro impegno cinquantennale nella magica fabbrica. Fuori da quelle mura non c’era alcuna sicurezza: i ladri rubavano, gli assassini uccidevano e di notte c'era sempre un buio che faceva tanta paura. Che fortuna avevano gli operai: non vedevano quanto fosse triste il mondo là fuori: d’inverno era freddissimo e d’estate faceva molto caldo; durante la primavera e l'autunno pioveva e tirava vento ma chi lavorava nella magica fabbrica era immune ai capricci di quella natura che non aveva neanche rispetto per le creature che ospitava. Le linee di produzione assorbivano le energie dei lavoratori al punto da non permettere più loro neanche di pensare. L’azienda forniva loro le cuccette per il riposo, il rancio non mancava mai e il medico era a disposizione per ciascuno quasi una volta al mese. Quel giorno però accadde un episodio molto strano: un operaio anziano cadde a terra vittima di un’inspiegabile stanchezza e si rifiutò di produrre i 360 orsacchiotti Glam che per legge era tenuto ad assemblare. Non era giusto. 360 bambini avrebbero dovuto sopportare un ritardo incomprensibile nella consegna dei loro agognati orsacchiotti Glam. Caro bambino, e se fosse capitato a te di dover aspettare più del dovuto per stringere il tuo orsacchiotto preferito? Cosa avresti fatto a quell’operaio scansafatiche? La magica fabbrica sapeva che chi si ammala e non vuole lavorare è irrecuperabile: andava eliminato e così fu. Il vecchio operaio venne subito gettato in un pozzo e sostituito da un giovane lavoratore che da anni sognava di entrare nella fabbrica più bella del mondo. Per molto tempo nessun bambino fu più costretto a rimandare quel giorno speciale di trepida attesa in cui si scarta con euforia la confezione e ci si immerge nel magico mondo dell’Orsacchiotto Glam!

Click

«E bravo l’Orsacchiotto Glam…»

«Grazie, ha avuto la fortuna di ascoltare una delle storie che ha commosso più piccini in assoluto.»

«Soprattutto educativa…»

«Non capiamo questa sua ironia. Secondo lei educare significa far gravare il costo delle generazioni anziane che non hanno più nulla da dare su quelle che storicamente sono sempre state l’unico tramite possibile verso il progresso?»

«Il problema è vecchiotto Orsacchiotto Glam.»

«Il problema è vecchio perché l’essere umano non vuole risolvere il conflitto tra logica e sentimento. La società non sopporterà ancora per molto il peso degli anziani tanto che il risultato di centinaia di analisi concordanti esperite negli ultimi dieci anni fu posto in premessa già nella fase costituente del Gruppo. I bambini sono scatole vuote che vanno riempite con valori sostenibili e non con quelli che ancora oggi un’obsoleta pedagogia disfunzionale si ostina a inculcare loro. I nostri azionisti vogliono dividendi, non amore. I bambini di domani vorranno la pace, non dividendi. Tutto è pronto affinché l’essere umano si accontenti della pace: non c'è altra via per fargli digerire la miseria che verrà.»

«Signor Orsacchiotto Glam, e se da oggi grandi e piccini andassero tutti a dormire tenendo stretto un normalissimo orsacchiotto?»

«La nostra azienda licenzierebbe in massa molto prima di perdere capitale.»

«Grazie per l’intervista Orsacchiotto Glam.»

«Grazie a lei per l’occasione concessa.»

Click. Tump tump! Boom. Klunk. Crash! Sbam. Rumble. Sdeng. Klang!

«Fatto.»

«Poteva anche limitarsi a togliermi le pile ma lei ha preferito sfogare il suo dissenso in modo distruttivo. Signor Saffi, lei è un troglodita.»

«Lo sa dove gliele infilerei le pile?»

«L’Orsacchiotto Glam non ha un orifizio così accogliente.»

«Si crea Orsacchiotto Glam, si crea.»

«Oh, no…»

Intervista all'Orsacchiotto Glam testo di Andrea Castellini
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